CONCERTI · LUCE
Dietro il palco: una notte di musica dal vivo
Scritto da kanseinoir · 6 minuti di lettura

Fotografare un concerto significa accettare che non comandi tu. La luce arriva quando vuole lei, cambia colore a ogni stacco, sparisce proprio mentre alzi l'occhio al mirino. Non resta che imparare a leggerla in anticipo e tenere il dito pronto.
Buio, fumo e ISO
In sala il buio è la regola. Si lavora a diaframmi aperti, tempi al limite del mosso e ISO che farebbero rabbrividire un paesaggista. Ma è proprio quel po' di rumore, quel fumo tagliato dai fari, a dare alle immagini la grana di una notte vera.


Cerco i gesti più che i volti: una mano sulla chitarra, la testa che cade in avanti sul rullante, la schiena di chi suona di spalle al pubblico. Lì dentro c'è più musica che in un primo piano in posa.
"Nel buio del palco la luce non illumina: scolpisce."
Quando un faro laterale isola una figura nel fumo, il bianco e nero diventa la scelta naturale. Tolgo il colore e resta il disegno: pieni, vuoti e una sola sorgente di luce a fare da regista.

La nota giusta
Alla fine, fotografare dal vivo è una questione di tempismo, come per chi sta sul palco. Si aspetta, si ascolta, e si scatta un istante prima del ritornello — quando tutta la sala, per un secondo, trattiene il respiro.