CITTÀ · ARCHITETTURA
Pietra e luce: Genova e Perugia
Scritto da kanseinoir · 6 minuti di lettura

Ci sono città che si capiscono camminando con il naso all'insù. Genova e Perugia sono due di queste: pietra su pietra, secoli sovrapposti, e una luce che a ogni ora ridisegna le facciate.
Genova, di soglia in soglia
Genova è verticale, stretta, teatrale. I portali dei palazzi sono fondali barocchi davanti ai quali la vita passa distratta: serve solo una figura — un vestito arancione, un passante — per dare la scala giusta alla pietra.


"Sotto stemmi e cariatidi, un vestito arancione attraversa cinque secoli di pietra senza accorgersene."
Perugia, dall'alto
Perugia invece è fatta per essere guardata da lontano, da una terrazza qualunque: i tetti che digradano, il campanile di San Domenico che si accende per ultimo e le colline umbre che si perdono nella foschia.


Lo stesso sguardo
Due città diverse, lo stesso esercizio: aspettare l'ora giusta, lasciare entrare qualcuno nell'inquadratura e fotografare il punto esatto in cui la luce incontra la pietra.